Enrico Macioci: “Sfondate la porta ed entrate nella stanza buia”

Gli anni ’80, sotto la gonna scintillante di paillettes, celano cosce piene di lividi“. (p.63)

1981

C’è un prima. Prima dell’anno 1981: l’età dell’innocenza.

E un dopo. Dopo l’anno 1981: l’età della consapevolezza. L’età della modernità che oggi avvolge e stritola il nostro paese.

E in mezzo? Nell’anno 1981?

C’è la scoperta dell’AIDS in Africa, l’attentato a Giovanni Paolo II da parte di Alì Ağca, la tragedia di Vermicino, dove Alfredo Rampi (per tutti Alfredino) cadde in un pozzo nero per non uscirne più vivo e l’amicizia, tra sogno e realtà, di Francesco, voce narrante del romanzo, con Christian Crèoli.

Il romanzo, attraverso le giornate che vanno dal 10 al 13 giugno 1981, racconta la vita di tre bambini, seienni, che incontrarono, loro malgrado, la paura e soffrirono per la disillusione verso il mondo degli adulti.

Non è un romanzo consolatorio anzi. Questo libro siamo noi. Narra quello che eravamo, che potevamo essere ma non siamo.

Una malinconia, nemmeno troppo leggera, avvolge l’intera opera, che si insinua nelle pieghe dell’anima.

Mi voglio far cullare da questo libro e farmi avvolgere dalla nostalgia dei tempi andati, dove guardavamo al futuro pieni di speranza, perché nessuno vuol vedere le crepe spalancarsi sulla parete delle proprie illusioni e la stanza buia attraverso le crepe della parete.

Vermicino contagiò il nostro immaginario e lo divorò. L’Insaziabile tumore maligno dello spettacolo nacque dal budello di Vermicino, accanto al povero Alfredo intrappolato. Pupille che succhiavano avide il capezzolo di vetro, il suo latte menzognero. Volti fissi al chiarore dello schermo. La realtà iniziava a sdoppiarsi, a disorientarci, a sdoppiarsi per disorientarci. La realtà cedeva il posto all’irrealtà. La realtà svaniva.” (pp. 80-81)

Se non avete paura di guardare a lungo in un abisso, fatevi un regalo e leggete questo libro. Le opere di TerraRossa Edizioni hanno il pregio di essere di una intensità non comune e di una bellezza non sfacciata. Si riesce a toccarne l’anima e ti toccano nel profondo solo se si è pronti a tirare giù le proprie difese interiori.

Credo che nel giugno del 1981 Christian Crèoli fosse il mio migliore amico, e credo di non avere mai più avuto un amico migliore. Credo che il sentimento che nutro verso Christian dipenda da ciò che accadde fra il 10 e il 13 giugno del 1981, e credo che ciò che accadde fra il 10 e il 13 giugno del 1981 determinò ciò che accadde oggi. Credo che la sorgente del panico globale iniziò a sgorgare dalle zolle del nostro inconscio la sera del 10 giugno del 1981: in principio un minuscolo fiotto buio, poi un geyser, un fiume, un mare di buio. Erano all’incirca le diciannove. L’aria era mite e l’estate si allungava sulle ombre cineree degli alberi, sulle chiome verdi scosse dal vento, sui campi gravidi e sugli scorci d’azzurro. Un bimbo tornava a casa. Forse aveva fretta di arrivare. Forse aveva fame o paura o invece era contento. Forse correva. A un certo punto mise un piede in fallo. E noi con lui.” (pp.11-12)


Il titolo ricalca la frase che Alfredo pronunciava dal fondo del pozzo quando cominciò a perdere lucidità.

Autore: Enrico Macioci.

Titolo: Sfondate la porta ed entrate nella stanza buia.

Genere: Narrativa moderna e contemporanea.

Casa Editrice: Terrarossa Edizioni.

Formato: brossura.

Pagine: 108.

Prezzo: 14,00 Euro.

Data di uscita: aprile 2022.

Link: Terrarossa Edizioni.

Tempo di lettura: 2 giorni.

Voto: 5 stelle.

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